Pubblicato da: mrlorenz | 4 giugno 2008

Jang Senato

Jang Senato è “il prodotto” di 5 giovani che fondono uno stile elettronico e acustico, portando sul panorama musicale un genere non nuovo, ma sicuramente non facente parte della minestra riscaldata propinata dalla moda del momento. ” Dall’esordio (febbraio 2007) fino all’ultima stella luccicante di “Respirare”, la loro opera è stata impostata su due aspetti: da una parte si trova la loro proposta per un nuovo cantautorato italiano, al passo con i tempi, dall’altra il perseguimento di quello spirito di ricerca che già li contraddistingueva nelle esperienze precedenti (vedi Daunbailò), quando erano soliti lavorare assieme a grossi calibri del panorama musicale italiano rivolgendo grande attenzione a materiali e macchinari. Anche le loro esibizioni seguono questa apparentemente netta separazione di intenti: la prima parte degli spettacoli si apre con canzoni essenziali, fragili, frangibili, delicate. La loro musica è qui un delizioso ibrido tra strumenti antichi e consumati: manipolazioni d’una macchina con un cuore pulsante, una voce appena sussurrata, rintocchi di percussioni quasi inconsistenti. La seconda parte dei concerti inizia invece all’insegna di un’intenzione più ruvida e “britannica”, in cui farsi largo urgenze di contatto con musiche internazionali di ogni tipo, anche nelle varianti più rumoristiche. “

La voce del cantante porta con se quella nota calda stonata e un pò malinconica che pian piano conquista non solo il tuo orecchio ma anche il tuo cuore, e ti accompagna mano nella mano alla scoperta di una nuova musica e della parte più umana di te. Sebbene sconosciuti ai più, demerito ai palinstesti radiofonici, questo gruppo fa parte di un genere che dietro le quinte, si sta diffondendo a macchia d’olio. Un pò sullo stile dei ben noti Baustelle, gli Jang Senato comunicano maturità musicale, gusto e uno stile non preconfezionato!!  ..hanno tanto da offrire..e spero continuino a farlo!

li consiglio vivamente a tutti, e… Buona Musica.


Risposte

  1. Vabbè adesso che che sei dottore del buco del culo mi fido della tua recensione e proverò l’ascolto…

  2. dimmi tu come mi rubi le bands che ti consiglio io lollo…ti odio


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